Dans cet article
Con l’entrata in vigore del Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza e la riforma dell’art. 2086 c.c., l’imprenditore italiano ha un obbligo chiaro e non delegabile: istituire adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili, idonei a rilevare tempestivamente lo stato di crisi e a garantire la continuità aziendale (Informativa sugli obblighi di istituzione di adeguati assetti organizzativi).
Questo obbligo non riguarda solo le grandi aziende, ma anche micro e piccole imprese, incluse quelle con contabilità esternalizzata presso il Commercialista.
Il punto critico è che, nella pratica, molti imprenditori confondono la tenuta contabile (adempimento fiscale) con il controllo di gestione, ritenendo erroneamente che sia il professionista a monitorare automaticamente la salute economico-finanziaria dell’impresa.
Differenza tra contabilità e controllo di gestione
È fondamentale chiarire la differenza:
- Contabilità fiscale: serve a rispettare obblighi di legge e adempimenti tributari.
- Controllo di gestione: serve a capire se l’azienda è sostenibile, liquida e in equilibrio
In particolare, nei regimi semplificati:
- Crediti e debiti non sono monitorati in modo strutturato
- La liquidità reale può risultare distorta
- Le difficoltà emergono quando è ormai tardi
In caso di crisi o fallimento, la responsabilità resta in capo all’imprenditore, anche se la contabilità è esternalizzata.
Chiarire i ruoli tra imprenditore e commercialista
Nella pratica quotidiana accade spesso che il cliente confonda la tenuta contabile con il controllo di gestione, attribuendo al Commercialista responsabilità che la legge assegna invece all’imprenditore.
Per questo molti studi adottano un’informativa formale da far sottoscrivere al cliente, che chiarisce cosa è incluso nel servizio contabile e cosa no. Se il cliente desidera anche un supporto sul controllo di gestione, questo diventa un servizio aggiuntivo, da concordare separatamente.
Il risultato è una relazione più trasparente, meno rischi professionali e maggior valore per entrambe le parti.
Un controllo di gestione ti dà numeri realistici
Il controllo di gestione non serve solo a rispettare obblighi normativi, ma a prendere decisioni migliori.
Avere numeri aggiornati e realistici ti permette di:
- Presentare dati chiari a banche e finanziatori
- Valutare richieste di credito o investimenti
- Discutere con maggiore consapevolezza con il commercialista
- Capire in anticipo se la liquidità è sufficiente
Un controllo di gestione fornisce uno strumento concreto e comprensibile, utile sia all’imprenditore sia agli interlocutori esterni.