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Spesometro

A cura del Rag. Stefano Saltannecchi, consulente scientifico Area Italia Banana.ch

 

 

News: Differimento al 31/01/2014 senza sanzioni

L’Agenzia delle Entrate in data 21/11/2013 ha definitivamente chiarito che gli invii telematici per lo spesometro possono avvenire entro il 31/01/2014. Entro tale data possono essere anche effettuati invii sostitutivi.




SOGGETTI OBBLIGATI


Tutti coloro che hanno una partita IVA ad eccezione dei cosiddetti contribuenti minimi (ex. Legge 98/2011) e gli enti pubblici in relazione alle attività effettuate a livello istituzionale (vedi cmq sotto per l’esonero anche per le attività non istituzionali arrivato in extremis…..).


Si riporta qualche considerazione di esempio per i casi più dibattuti:


ENTI ASSOCIATIVI IN REGIME FORFETTARIO EX. LEGGE 398/91  E SOGGETTI NUOVE INIZIATIVE PRODUTTIVE EX. LEGGE 388/2000

REGIME CONTABILE DEGLI “EX-MINIMI”


Tali soggetti devono registrare tutte le fatture di acquisto per poter predisporre lo spesometro, visto che non sono esentati dall’adempimento.

In realtà tutti i soggetti che sono esonerati dagli obblighi di registrazione contabile, tipo quelli sopraesposti, devono compilare lo spesometro egualmente, purtroppo.

Essi devono, ai fini contabili fiscali, registrare solo le fatture attive ed i corrispettivi, in apposito prospetto approvato ex. Dm 11/02/1997.

Le fatture attive per gli enti sportivi sono obbligatorie in caso di prestazioni pubblicitarie, sponsorizzazione e cessione diritti radiotelevisivi.


Infatti il provvedimento direttoriale del 02 Agosto 2013 numero 2013/94908 non esclude dalla compilazione tali soggetti.


DETTAGLIANTI COMMERCIANTI AL MINUTO ED AGENZIE DI VIAGGIO -SOLO PER IL 2012 E 2013-

Sono esonerate dall’obbligo di spesometro seppur fatturate delle operazioni inferiori ad euro 3.600.


IMPRESE AGRICOLE IN REGIME DI ESONERO POICHE’ HANNO UN VOLUME DI AFFARI INFERIORE O UGUALE AD EURO 7.000

Per l’anno fiscale 2012 sono esonerati dall’obbligo ma dall’anno 2013 dovranno compilare lo spesometro.


SOGGETTI NON RESIDENTI IN ITALIA

Nel caso che il soggetto non residente abbia esercitato in Italia tramite apertura di una partita IVA italiana mediante identificazione diretta oppure tramite rappresentante fiscale italiano  oppure abbia operato tramite stabile organizzazione in Italia, tale soggetto dovrà compilare lo spesometro, chiaramente per tutte le operazioni che riguardano il numero di partita IVA italiana.



ENTI PUBBLICI

Gli enti pubblici, inizialmente soggetti all’obbligo dello spesometro, sono stati esentati per l’anno di imposta 201e e 2013 dal provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 2013/128483.

Dovevano comunicare tutte le operazioni diverse da quelle effettuate per l’attività istituzionale.

Dato che però non si veniva a capo dell’individuazione delle operazioni che interessavano sia la sfera istituzionale che quella commerciale si è deciso di soprassedere dall’obbligo.

Infatti, gli acquisti promiscui di cui sopra sono annotati esclusivamente nella contabilità finanziaria dell’ente e NON nei registri IVA, non provvedendo a richiedere la relativa detrazione IVA.

La maggior parte degli enti applica una contabilità finanziaria e non economica.

Il passaggio ad una contabilità economica è prevista nel 2014/2015.

Dal 06/06/2014 per le Agenzie Fiscali e per gli enti previdenziali (mentre per gli altri enti esclusi quelli locali dal 06/06/2015; per gli enti locali non è stata ancora fissata data) entra anche in vigore la fatturazione obbligatoria verso la Pubblica Amministrazione (ex. articolo 1 commi da 209 a 214 Legge 244/2007) e, quindi, questo porterà immediatamente a conoscenza del Fisco le singole transazioni avvenute verso gli Enti.

Quindi per l’anno 2014 gli Enti Pubblici dovranno comunicare lo spesometro, se non attueranno la fatturazione elettronica.

Invece si punta all’esonero totale dal 2015 visto che anche l’articolo 50-bis del Decreto del Fare (Dl 69/2013) ha previsto l’eliminazione dallo spesometro per coloro che comunicano quotidianamente l’elenco delle fatture emesse e ricevute.


OPERAZIONI DA DOVER COMUNICARE


Devono essere comunicate tramite spesometro TUTTE le operazioni imponibili, non imponibili od esenti, ad eccezione di quelle già conosciute dall’Amministrazione Finanziaria (vedi sotto capitolo news al 07/11/2013).


Ciò significa che NON DEVONO essere comunicate tutte le operazioni fuori campo IVA oppure annotate sui registri IVA solo per la deducibilità dei costi o per le annotazioni fiscali previste dalle norme vigenti (ex. Art.18 Dpr 600/1973).


E’ previsto anche un limite di importo di euro 3.600 ESCLUSIVAMENTE per le operazioni attive effettuate verso i privati consumatori. Leggendo più in basso si vedrà che nel 2012 questo sarà un limite “a discrezione” per alcune categorie di contribuenti.


NEWS DEL 07/11/2013


Autorevole dottrina il 07/11/2013 conferma che le operazioni di locazione immobiliare, verso chiunque effettuate (privati ed aziende) non devono essere dichiarate nel “nuovo” spesometro, visto che sono già monitorate dall’Amministrazione Finanziaria.

In sintesi, riportiamo tutte le operazioni che, essendo già conosciute dall’Agenzia delle Entrate, perchè inviate ai sensi dell’articolo 7 Dpr 605/73 (vedi anche FAQ Agenzia Entrate del 22/12/2011), non devono confluire nello spesometro:

* utenze di energia elettrica;

* utenze idriche;

* utenze telefoniche fisse, mobili e satellitari;

* prestazioni di assicurazioni;

* servizi relativi a contratti di mutuo;

* locazioni e cessioni immobiliari.


Per l’anno 2012 non saranno neppure da comunicare TUTTE le operazioni che, vista la mancanza del requisito di territorialità sono fuori campo IVA.

A titolo esemplificativo:

* cessioni di beni esistenti all’estero;

* cessioni di beni in transito o depositati in luoghi soggetti a vigilanza doganale;

* prestazioni di servizi generiche rese a committenti soggetti passivi di altro stato UE o extracomunitari.



Per l’anno 2013 sebbene le prestazioni di servizi generiche rese a committenti soggetti passivi di altro stato UE o extracomunitari saranno obbligatoriamente soggette a fatturazione,in base all’articolo 21 comma 6-bis Legge IVA, secondo autorevole dottrina non dovranno egualmente essere riportate nello spesometro.


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Non dovranno mai essere comunicate le operazioni attive e passive escluse da IVA  ex. Articolo da 1 a 5  e 15 e 74 Dpr 633/1972 oggettivamente e, quindi:


  • Art.2 comma 3 Lettera a) Dpr. 633/72: cessioni di denaro e crediti in denaro;

  • Art.2 comma 3 Lettera b) Dpr. 633/72: cessioni e i conferimenti in società o altri enti, compresi i consorzi e le associazioni o altre organizzazioni, che hanno per oggetto aziende o rami di azienda;

  • Art.2 comma 3 Lettera c) Dpr. 633/72: cessioni di terreni non suscettibili di utilizzazione edificatoria a norma delle vigenti disposizioni;

  • Art. 2 comma 3 Lettera d) Dpr. 633/72: cessioni di campioni gratuiti di modico valore appositamente contrassegnati;

  • Art. 2 comma 3 Lettera f) Dpr. 633/72: i passaggi di beni in dipendenza di fusioni, scissioni o trasformazioni di società e di analoghe operazioni poste in essere da altri enti;

  • Art.2 comma 3 Lettera i) Dpr. 633/72: cessioni di valori bollati e postali, marche assicurative e similari;

  • Art. 2 comma 3 Lettera m) Dpr. 633/72: cessioni di beni soggette alla disciplina dei concorsi e delle operazioni a premio di cui al regio decreto legge 19 ottobre 1938 n. 1933, convertito nella legge 5 giugno 1939, n.937 e successive modificazioni ed integrazioni;

  • Art. 3 comma 3 Dpr. 633/72: Prestazioni di servizi effettuate a titolo gratuito, sia per uso personale o familiare dell’imprenditore (autoconsumo) che per altre finalità estranee all’esercizio dell’impresa per operazioni di valore singolo inferiore od uguale ad euro 25,82;

  • Art. 3 comma 4 Lettera a) Dpr. 633/72: cessioni, concessioni, licenze e simili relative ai diritti d’autore effettuate dagli autori e loro eredi o legatari, tranne quelle relative alle opere di cui ai nn.5 e 6) dell’Articolo 2 della Legge 22 aprile 1941 n. 633 e alle opere di ogni genere utilizzate da imprese a fini di pubblicità commerciale (opere e disegni di architettura e per opere cinematografiche mute o sonore);

  • Riaddebito di tributi, quali i diritti di segreteria della Camera di Commercio, in quanto non sono prestazioni di servizi (vedi R.M. 05/02/2003 n.25/E e 05/08/2009 n.242/E);

  • Art. 3 comma 4 Lettera b) Dpr. 633/72: i prestiti obbligazionari;

  • Art. 3 comma 4 Lettera c) Dpr. 633/72: la cessione dei contratti di cui alle lettere a) b) e c) del comma 3 dell’articolo 2 (vedi sopra);

  • Art. 3 comma 4 Lettera c) Dpr. 633/72: i conferimenti ed i passaggi di cui alle lettere e) ed f) del comma 3 dell’Articolo 2 (vedi sopra);

  • Art. 3 comma 4 Lettera e) Dpr. 633/72: le prestazioni di mandato e di mediazione relative ai diritti di autore, tranne quelli concernenti opere di cui alla lettera a) del comma 4 Articolo 3, e le prestazioni relative alla protezione dei diritti di autore di ogni genere, comprese quelle di intermediazione nella riscossione dei proventi (vedi sopra);

  • Art. 3 comma 4 Lettera f) Dpr. 633/72: le prestazioni di mandato e di mediazione relative ai prestiti obbligazionari;

  • Art. 3 comma 4 Lettera f) Dpr. 633/72: le prestazioni dei commissionari relative ai passaggi di cui al n. 3) del comma 2 dell’Articolo 2 e quelle dei mandatari di cui al comma 3 dell’Articolo 3;

  • Art. 3 comma 5 Lettera f) Dpr. 633/72: prestazioni relative agli spettacoli ed altre attività elencati nella tabella C) del Dpr. 633/72, rese ai possessori di titoli di accesso, rilasciati per l’ingresso gratuito di persone, limitatamente al contingente e nel rispetto delle modalità di rilascio e di controllo stabiliti ogni quadriennio con Decreto del Ministero delle Finanze:

    • a) dagli organizzatori di spettacoli, nel limite massimo del 5 per cento dei posti del settore, secondo la capienza del locale o del complesso sportivo ufficialmente riconosciuta dalle autorità competenti;

    • b) dal Comitato Olimpico Nazionale italiano e federazioni sportive che di esso fanno parte;

    • c) dall’Unione Nazionale Incremento Razze Equine;

    • d) dall’Automobile Club d’Italia e da altri Enti e associazioni a livello nazionale.

  • Art. 3 comma 6: prestazioni di uso personale o familiare dell’imprenditore ovvero di messa a disposizione a titolo gratuito nei confronti dei dipendenti:

    • a) di veicoli stradali a motore per il cui acquisto, pure sulla base di contratti di locazione, anche finanziaria, e di noleggio, la detrazione dell’imposta è stata operata in funzione della percentuale di cui alla lettera c) del comma 1 dell’articolo 19-bis1;

    • delle apparecchiature terminali per il servizio radiomobile pubblico terrestre di telecomunicazioni e delle relative prestazioni di gestione, qualora sia stata computata in detrazione una quota dell’imposta relativa all’acquisto delle predette apparecchiature, pure sulla base di contratti di locazione, anche finanziaria, e di noleggio, ovvero alle suddette prestazioni di gestione, non superiore alla misura in cui tali beni e servizi sono utilizzati per fini diversi da quelli di cui all’articolo 19, comma 4 secondo periodo.

  • Art. 5 comma 2 Dpr. 633/72: Prestazioni di servizi derivante dall’attività di levata dei protesti esercitata dai segretari comunali ai sensi della Legge 12 Giugno 1973 n.349

  • Art. 5 comma 2 Dpr. 633/72: Prestazioni di vigilanza e custodia rese da guardie giurate di cui al regio decreto legge 26 settembre 1935, n.1952;

  • Art. 5 comma 2 Dpr. 633/72: Prestazioni di lavoro effettuate dagli associati in partecipazione di cui all’articolo 49 comma 2 lettera c) del Testo Unico delle Imposte sui Redditi di cui al D.P.R. 917/1986 n. 917 rese da soggetti che non esercitano per professione abituale altre attività di lavoro autonomo - l’utile dell’associato non si può infatti inquadrare come corrispettivo di un conferimento;

  • Art. 5 Dpr 633/72: Prestazioni a titolo gratuito (di qualsiasi importo) effettuate da parte di artisti e professionisti;

  • Art. 15 comma 1 numero 1) Dpr. 633/72: le somme dovute a titolo di interessi moratori o di penalità per ritardi o altre irregolarità nell’adempimento degli obblighi del cessionario o del committente;

  • Art. 15 comma 1 numero 2) Dpr. 633/72: il valore normale dei beni ceduti a titolo di sconto, premio od abbuono in conformità alle originarie condizioni contrattuali, tranne quelli la cui cessione è soggetta ad aliquota più elevata;

  • Art. 15 comma 1 numero 3) Dpr. 633/72: le somme dovute a titolo di rimborso delle anticipazioni fatte in nome e per conto della controparte, purchè regolarmente documentate;

  • Art. 15 comma 1 numero 4) Dpr. 633/72: l’importo degli imballaggi e dei recipienti, quando ne sia stato espressamente pattuito il rimborso alla resa;

  • Art. 15 comma 1 numero 2) Dpr. 633/72: le somme dovute a titolo di rivalsa dell’imposta sul valore aggiunto;

  • Tutti i regimi monofase IVA Art. 74 Dpr. 633/72 comma 1 Lettera:

    • a) per il commercio di sali e tabacchi importati o fabbricati dall'amministrazione autonoma dei monopoli dello Stato, ceduti attraverso le rivendite dei generi di monopoli, dall'amministrazione stessa, sulla base del prezzo di vendita al pubblico;

    • b) per il commercio dei fiammiferi, limitatamente alle cessioni successive alle consegne effettuate al Consorzio industrie fiammiferi, dal Consorzio stesso, sulla base del prezzo di vendita al pubblico. Lo stesso regime si applica nei confronti del soggetto che effettua la prima immissione al consumo di fiammiferi di provenienza comunitaria. L'imposta concorre a formare la percentuale di cui all'art. 8 delle norme di esecuzione annesse al decreto legislativo 17 aprile 1948, n. 525;

    • c) per il commercio di giornali quotidiani, di periodici, di libri, dei relativi supporti integrativi e di cataloghi, dagli editori sulla base del prezzo di vendita al pubblico, in relazione al numero delle copie vendute. L'imposta puo' applicarsi in relazione al numero delle copie consegnate o spedite, diminuito a titolo di forfetizzazione della resa del 70 per cento per i libri e dell'80 per cento per i giornali quotidiani e periodici, esclusi quelli pornografici e quelli ceduti unitamente a beni diversi dai supporti integrativi. Per periodici si intendono i prodotti editoriali registrati come pubblicazioni ai sensi della legge 8 febbraio 1948, n. 47 e successive modificazioni. Per supporti integrativi si intendono i nastri, i dischi, le videocassette e gli altri supporti sonori, videomagnetici o digitali ceduti, anche gratuitamente, in unica confezione, unitamente ai libri per le scuole di ogni ordine e grado e per le universita', ivi inclusi i dizionari, e ai libri fruibili dai disabili visivi, a condizione che i beni unitamente ceduti abbiano prezzo indistinto e che, per il loro contenuto, non siano commercializzabili separatamente. Qualora non ricorrano tali condizioni, ai beni ceduti congiuntamente si applica il sesto periodo. La disposizione di cui al primo periodo della presente lettera c) si applica anche se i giornali quotidiani, i periodici ed i libri sono ceduti unitamente a beni diversi dai supporti integrativi, con prezzo indistinto ed in unica confezione, sempreche' il costo del bene ceduto, anche gratuitamente, congiuntamente alla pubblicazione non sia superiore al cinquanta per cento del prezzo dell'intera confezione; in ogni caso, l'imposta si applica con l'aliquota di ciascuno dei beni ceduti. I soggetti che esercitano l'opzione per avvalersi delle disposizioni della legge 16 dicembre 1991, n. 398, applicano, per le cessioni di prodotti editoriali, l'imposta in relazione al numero delle copie vendute, secondo le modalita' previste dalla predetta legge;

    • d) per le prestazioni dei gestori di telefoni posti a disposizione del pubblico, nonche' per la vendita di qualsiasi mezzo tecnico, ivi compresa la fornitura di codici di accesso, per fruire dei servizi di telecomunicazione, fissa o mobile, e di telematica, dal titolare della concessione o autorizzazione ad esercitare i servizi, sulla base del corrispettivo dovuto dall'utente o, se non ancora determinato, sulla base del prezzo mediamente praticato per la vendita al pubblico in relazione alla quantita' di traffico telefonico messo a disposizione tramite il mezzo tecnico. Le stesse disposizioni si applicano ai soggetti non residenti che provvedono alla vendita o alla distribuzione dei mezzi tecnici nel territorio dello Stato tramite proprie stabili organizzazioni nel territorio dello Stato, loro rappresentanti fiscali nominati ai sensi del secondo comma dell'articolo 17, ovvero tramite identificazione diretta ai sensi dell'articolo 35-ter, nonche' ai commissionari, agli altri intermediari e ai soggetti terzi che provvedono alla vendita o alla distribuzione nel territorio dello Stato dei mezzi tecnici acquistati da soggetti non residenti. Per tutte le vendite dei mezzi tecnici nei confronti dei soggetti che agiscono nell'esercizio di imprese, arti o professioni, anche successive alla prima cessione, i cedenti rilasciano un documento in cui devono essere indicate anche la denominazione e la partita IVA del soggetto passivo che ha assolto l'imposta. La medesima indicazione deve essere riportata anche sull'eventuale supporto fisico, atto a veicolare il mezzo tecnico, predisposto direttamente o tramite terzi dal soggetto che realizza o commercializza gli stessi;

    • e) per la vendita di documenti di viaggio relativi ai trasporti pubblici urbani di persone o di documenti di sosta relativi ai parcheggi veicolari, dall'esercente l'attivita' di trasporto ovvero l'attivita' di gestione dell'autoparcheggio, sulla base del prezzo di vendita al pubblico. A tal fine le operazioni di vendita al pubblico di documenti di viaggio relativi ai trasporti pubblici urbani di persone o di documenti di sosta relativi ai parcheggi veicolari comprendono le prestazioni di intermediazione con rappresentanza ad esse relative, nonche' tutte le operazioni di compravendita effettuate dai rivenditori autorizzati, siano essi primari o secondari;

  • 2. Le operazioni non soggette all'imposta in virtu' del precedente comma sono equiparate per tutti gli effetti del presente decreto alle operazioni non imponibili di cui al terzo comma dell'art. 2.


  • Articolo 74 comma 1 numero 6 Dpr. 633/72: Per gli intrattenimenti, i giochi e le altre attivita' di cui alla tariffa allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, l'imposta si applica sulla stessa base imponibile dell'imposta sugli intrattenimenti ed e' riscossa con le stesse modalita' stabilite per quest'ultima. La detrazione di cui all'articolo 19 e' forfettizzata in misura pari al cinquanta per cento dell'imposta relativa alle operazioni imponibili. Se nell'esercizio delle attivita' incluse nella tariffa vengono effettuate anche prestazioni di sponsorizzazione e cessioni o concessioni di diritti di ripresa televisiva e di trasmissione radiofonica, comunque connesse alle attivita' di cui alla tariffa stessa, l'imposta si applica con le predette modalita' ma la detrazione e' forfettizzata in misura pari ad un decimo per le operazioni di sponsorizzazione ed in misura pari ad un terzo per le cessioni o concessioni di ripresa televisiva e di trasmissione radiofonica. I soggetti che svolgono le attivita' incluse nella tariffa sono esonerati dall'obbligo di fatturazione, tranne che per le prestazioni di sponsorizzazione, per le cessioni o concessioni di diritti di ripresa televisiva e di trasmissione radiofonica e per le prestazioni pubblicitarie; sono altresi' esonerati dagli obblighi di registrazione e dichiarazione, salvo quanto stabilito dall'articolo 25; per il contenzioso si applica la disciplina stabilita per l'imposta sugli intrattenimenti. Le singole imprese hanno la facolta' di optare per l'applicazione dell'imposta nei modi ordinari dandone comunicazione al concessionario di cui all'articolo 17 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, competente in relazione al proprio domicilio fiscale, prima dell'inizio dell'anno solare ed all'ufficio delle entrate secondo le disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 10 novembre 1997, n. 442; l'opzione ha effetto fino a quando non e' revocata ed e' comunque vincolante per un quinquennio.



ALTRE OPERAZIONI NON COSTITUENTI CESSIONI O PRESTAZIONI DI SERVIZI AI FINI IVA

  • cessioni gratuite di alimentari non più commercializzabili ad Onlus, Enti Pubblici, associazioni e Fondazioni, ex Articolo 6 comma 15 Legge 133/1999;

  • cessioni gratuite di libri e dotazioni informatiche ad enti locali, carceri, scuole, orfanotrofi, enti religiosi, ex. Articolo 54 comma 2 Legge 342/2000;

  • cessioni di beni relativi ad attività produttive dismesse effettuate gratuitamente ad enti pubblici, enti locali territoriali, aree di sviluppo industriale e società di promozione a prevalente partecipazioni pubblica, ex. Articolo 4 D.L. 01/10/1996 n.510;

  • cessione di pubblicazioni estere a favore di biblioteche universitarie ex. Articolo 3 comma 7 D.L. 90/1990;

  • cessioni gratuite a popolazioni colpite da calamità (vedi per Friuli: Articolo 40 D.L. 18/09/1976 n648, ecc….)

  • cessioni di aree e di urbanizzazione primaria e secondaria a favore di Comuni a parziale o totale pagamento degli oneri di urbanizzazione o in esecuzione di convenzioni di lottizzazioni o simili (ex. Articolo 51 Legge 342/2000);

  • trasferimento di beni da enti locali ad aziende speciali o società di capitali partecipate, ex. Articolo 118 D.L. 18/08/2000 n. 267;

  • cessione di beni ai soci nell’ambito della liquidazione di società non operative negli anni 2007 e 2008, ex. Articolo 1 comma 109-118, Legge 296/2006)

  • addebiti telefonici (addebitati da compagnie telefoniche) a favore di popolazioni colpite da calamità ex. articolo 10 D.L. 30/12/2004 n. 315;

  • prestiti di personale dipendente: il riaddebito del solo costo è fuori campo IVA ex. Articolo 8 comma 35 Legge 11/03/1988 n. 67;

  • Addebiti di prestito di lavoro interinale: la parte dell’importo addebitato che corrisponde al costo del lavoratore è fuori campo IVA ex. Articolo 7 Legge 13/05/1999 n. 133;



CASI PIU’ DIFFICOLTOSI DA INQUADRARE PER LA COMPILAZIONE DELLO SPESOMETRO PER L’ANNO FISCALE 2012

 


Si ricorda che i commercianti al dettaglio non devono indicare le operazioni per le quali hanno emesso fattura oppure scontrino fiscale a privato SOLO se tale documento viene pagato mediante l’utilizzo di carte di credito, di debito o prepagate a condizione che tali strumenti siano emessi da banche o società connesse ITALIANE.

L’esonero è permesso solo perchè tali banche o società connesse finanziarie italiane sono soggette esse stesse a comunicare all’Agenzia delle Entrate TUTTE le operazioni che hanno intrattenuto uguali o superiori ad euro 3.600. L’adempimento, in questo caso, si chiama “Operazioni rilevanti con POS”.


Autofatture per omaggi: si indicano nel quadro delle fatture emesse indicando la propria partita iva come cliente.


Carte carburante: non si indica nessuna partita IVA dei distributori ai quali si è fatto rifornimento perchè sono “assimilate” ai documenti riepilogativi. Nel quadro FR si considera ciascuna carta come un documento riepilogativo. Per più mezzi e più carte vanno compilati più righe distinte dello spesometro.

Se il contribuente ha scelto di “togliere” la carta carburante in seguito all’adozione della semplificazione prevista dal Decreto Sviluppo, D.L. n. 70/2011 convertito in Legge  n. 106/2011  e, quindi, documenta il costo attraverso pagamenti “tracciati” con carta di credito, di debito o prepagata, questi acquisti non vanno inseriti nello spesometro.


Documenti riepilogativi: attualmente, in base all’articolo 6 del Dpr 695/66 si può registrare cumulativamente le fatture di importo inferiore a 300 euro. Per fare questo si deve redigere un documento riepilogativo che riporti il dettaglio delle singole fatture riepilogate, diviso per imponibile ed imposta ed il numero progressivo attribuito al documento riepilogativo.

Ai fini dello spesometro, analogamente a quanto avviene per le carte carburanti cartacee si deve barrare la casella Documento Riepilogativo ed inviare i totali di tale documento diviso per imponibile IVA ed IVA e il numero progressivo attribuito al documento riepilogativo.


Reverse Charge: Nel quadro FR (fatture ricevute) dello spesometro la casella deve essere obbligatoriamente barrata in caso di COMMA QUINTO E SESTO dell’art.17 (acquisto di materiale d’oro e d’argento e servizi resi nel settore edile da soggetti subappaltatori) e COMMA SETTIMO ED OTTAVO dell’art. 74 ( acquisti di rottami e materiali non ferrosi).  Deve essere altresì indicate le cessioni di immobili imponibili per opzione e materiali (telefonini, PC, materiali di cava) indicati nel SESTO comma dell’art.17.


Riportiamo la normativa inerente il reverse charge dell’articolo 74 Dpr.633/72:

  • Art. 74 Dpr. 633/72 numero 7: Per le cessioni di rottami, cascami e avanzi di metalli ferrosi e dei relativi lavori, di carta da macero, di stracci e di scarti di ossa, di pelli, di vetri, di gomma e plastica, intendendosi comprese anche quelle relative agli anzidetti beni che siano stati ripuliti, selezionati, tagliati, compattati, lingottati o sottoposti ad altri trattamenti atti a facilitarne l'utilizzazione, il trasporto e lo stoccaggio senza modificarne la natura, al pagamento dell'imposta e' tenuto il cessionario, se soggetto passivo d'imposta nel territorio dello Stato. La fattura, emessa dal cedente senza addebito dell'imposta, con l'osservanza delle disposizioni di cui agli artt. 21 e seguenti e con l'annotazione «inversione contabile» e l'eventuale indicazione della norma di cui al presente comma, deve essere integrata dal cessionario con l'indicazione dell'aliquota e della relativa imposta e deve essere annotata nel registro di cui agli articoli 23 o 24 entro il mese di ricevimento ovvero anche successivamente, ma comunque entro quindici giorni dal ricevimento e con riferimento al relativo mese; lo stesso documento, ai fini della detrazione, e' annotato anche nel registro di cui all'articolo 25. Agli effetti della limitazione contenuta nel terzo comma dell'articolo 30 le cessioni sono considerate operazioni imponibili. Le disposizioni di cui al presente comma si applicano anche per le cessioni dei semilavorati di metalli ferrosi di cui alle seguenti voci della tariffa doganale comune vigente al 31 dicembre 2003:

    • a) ghise gregge e ghise specolari in pani, salmoni o altre forme primarie (v.d. 72.01);

    • b) ferro-leghe (v.d., 72.02);

    • c) prodotti ferrosi ottenuti per riduzione diretta di minerali di ferro ed altri prodotti ferrosi spugnosi, in pezzi, palline o forme simili; ferro di purezza minima in peso, di 99,94%, in pezzi, in palline o forme simili (v.d. 72.03);

    • d) graniglie e polveri, di ghisa greggia, di ghisa specolare, di ferro o di acciaio (v.d. 72.05).


  • Art. 74 Dpr. 633/72 numero 8: Le disposizioni del precedente comma si applicano anche per le cessioni di rottami, cascami e avanzi di metalli non ferrosi e dei relativi lavori, dei semilavorati di metalli non ferrosi di cui alle seguenti voci della tariffa doganale comune vigente al 31 dicembre 1996:

    • a) rame raffinato e leghe di rame, greggio (v.d. 74.03);

    • b) nichel greggio, anche in lega (v.d. 75.02);

    • c) alluminio greggio, anche in lega (v.d. 76.01);

    • d) piombo greggio, raffinato, antimoniale e in lega (v.d. 78.01);

    • e) zinco greggio, anche in lega (v.d. 79.01);

    • e-bis) stagno greggio, anche in lega (v.d. 80.01);

    • e-ter) filo di rame con diametro superiore a 6 millimetri (vergella) (v.d. 7408.11);

    • e-quater) filo di alluminio non legato con diametro superiore a 7 millimetri (vergella) (v.d. 7605.11);

    • e-quinquies) filo di leghe di alluminio con diametro superiore a 7 millimetri (vergella) (v.d. 7605.21);

    • e-sexies) barre di ottone (v.d. 74.07.21).


Riportiamo, vista la complessità, pure la normativa del reverse charge prevista dall’articolo 17 Dpr. 633/72:


In deroga al primo comma dell’articolo 17 Dpr. 633/72, per le cessioni imponibili di oro da investimento di cui all'articolo 10, numero 11), nonche' per le cessioni di materiale d'oro e per quelle di prodotti semilavorati di purezza pari o superiore a 325 millesimi, al pagamento dell'imposta e' tenuto il cessionario, se soggetto passivo d'imposta nel territorio dello Stato. La fattura, emessa dal cedente senza addebito d'imposta, con l'osservanza delle disposizioni di cui agli articoli 21 e seguenti e con l'indicazione della norma di cui al presente comma, deve essere integrata dal cessionario con l'indicazione dell'aliquota e della relativa imposta e deve essere annotata nel registro di cui agli articoli 23 o 24 entro il mese di ricevimento ovvero anche successivamente, ma comunque entro quindici giorni dal ricevimento e con riferimento al relativo mese; lo stesso documento, ai fini della detrazione, e' annotato anche nel registro di cui all'articolo 25.


Le disposizioni di cui al quinto comma si applicano anche:


a) alle prestazioni di servizi, compresa la prestazione di manodopera, rese nel settore edile da soggetti subappaltatori nei confronti delle imprese che svolgono l'attivita' di costruzione o ristrutturazione di immobili ovvero nei confronti dell'appaltatore principale o di un altro subappaltatore. La disposizione non si applica alle prestazioni di servizi rese nei confronti di un contraente generale a cui venga affidata dal committente la totalita' dei lavori;

a-bis) alle cessioni di fabbricati o di porzioni di fabbricato di cui ai numeri 8-bis) e 8-ter) del primo comma dell'articolo 10 per le quali nel relativo atto il cedente abbia espressamente manifestato l'opzione per l'imposizione;

b) alle cessioni di apparecchiature terminali per il servizio pubblico radiomobile terrestre di comunicazioni soggette alla tassa sulle concessioni governative di cui all'articolo 21 della tariffa annessa al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 641, come sostituita, da ultimo, dal decreto del Ministro delle finanze 28 dicembre 1995, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 303 del 30 dicembre 1995, nonche' dei loro componenti ed accessori;

c) alle cessioni di personal computer e dei loro componenti ed accessori;

d) alle cessioni di materiali e prodotti lapidei, direttamente provenienti da cave e miniere.

Le disposizioni di cui al quinto comma si applicano alle ulteriori operazioni individuate dal Ministro dell'economia e delle finanze, con propri decreti, in base alla direttiva 2006/69/CE del Consiglio, del 24 luglio 2006, ovvero individuate con decreto emanato ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, nelle ipotesi in cui necessita la preventiva autorizzazione comunitaria prevista dalla direttiva 77/388/CEE del Consiglio, del 17 maggio 1977.




Rimane da capire come si indichino gli acquisti da CIttà del Vaticano, l’estrazione da depositi IVA, i compensi ai rivenditori di biglietti di trasporto, le provvigioni alle agenzie di viaggio, gli acquisti di tartufi…..(vedi quadro V Dichiarazione IVA)


AUTOFATTURA


Cessioni o servizi FE: in caso di soggetto estero che non dispone di partita IVA la casella “autofattura” deve essere barrata ma non sappiamo se inserire la propria partita IVA come Cliente; se inserito nel registro acquisti deve essere altresì riportato? Nel caso in cui la fattura indichi una partita IVA italiana si registra solo nel quadro FR ? Le istruzioni in caso di acquisto da non residente senza stabile organizzazione in Italia e senza rappresentante fiscale in Italia indicano che debba essere menzionata con barratura della casella “autofattura”


In caso di autoconsumo di beni non va barrata “autofattura” perchè si indica la nostra partita IVA come cliente.


OPERAZIONI CON PRIVATI

La norma in vigore attualmente, articolo 21 del DL 78/2010, prevede che le cessioni fatte a privati devono essere comunicati se uguali o superiori ad euro 3.600. In questo caso, non essendo recepita la nozione di operazione collegato o frazionata, in caso di acconti e successivi saldi, per esempio acconto di euro 2.000 e saldo di euro 2.000, in totale numero due operazioni singolarmente inferiori ad euro 3.600, non si deve comunicare alcunchè.

In analogia a questa ipotesi vi è anche il fatto che per le Banche o intermediari finanziari l’obbligo di comunicazione, per le operazioni effettuate tramite POS è solo per tutte quelle che singolarmente sono uguali o superiori ad euro 3.600. Questo avvalorerebbe la tesi anziesposta.


Anche se in caso di fatture emesse a privati, si capisce bene che è obbligo se la comunicazione è AGGREGATA inserire il totale delle operazioni, a prescindere delle singole operazioni.


Solo, infatti, se non è stata emessa fattura fiscale ma SOLO scontrino fiscale o ricevuta fiscale, ogni singola operazione non andrà comunicata ma SOLO se si sceglie la forma spesometro ANALITICA.


NOTE DI VARIAZIONE

Attualmente l’obbligo non è più, meno male, di “abbinare” le note di credito alle relative fatture ed inserire gli importi derivanti dalla somma algebrica.

Vi è l’obbligo di inserimento in un elenco a parte dello spesometro.


Considerando che la maggior parte delle note di variazione è di importo negativo, seppure EMESSE. Nel modello di spesometro il segno “MENO” è previsto SOLO nei quadri NR e NE, dedicati alle note di credito emesse (NE) e note di credito ricevute (NR) in forma ANALITICA.

Analoga possibilità non è prevista nel quadro FA fatture acquisto in forma aggregata  dove c’è solo il campo 10 e 15…..


SOGGETTI NON RESIDENTI DIVERSI DALLE PERSONE FISICHE

Nel quadro FN in merito a questi soggetti, se essi non hanno personalità giuridica, tipo le associazioni non riconosciute, ecc…  si deve inserire i dati del rappresentante persona fisica.

Considerando che ogni nazione ha civilisticamente le proprie definizioni di personalità giuridica è impossibile sapere tale informazione. L’articolo 73 comma 1 lettera d) del Dpr 917/1986 considera TUTTI questi soggetti come soggetti Ires. Si ritiene si debba, quindi, sempre inserire i dati del soggetto giuridico estero, non importando l’indagine se sia oppure no soggetto con personalità giuridica (all’estero…..).


ACQUISTI DA “NUOVI MINIMI”

L’indicazione di tale operazioni deve essere fatta con la NON barratura della casella “Iva non esposta in fattura” visto che per i soggetti che adottano il nuovo regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e i lavoratori in mobilità non è prevista IVA sulle fatture di vendita.


SERVIZI INTERNAZIONALI O CONNESSI AGLI SCAMBI INTERNAZIONALI

Tali servizi legati strettamente alle operazioni internazionali di importazione ed esportazione che sono escluse da spesometro sono da indicare, tipo per esempio i servizi di spedizione e di trasporto ex. articolo 9 Dpr 633/72, ma al netto degli importi esclusi tipo i dazi doganali.

C’è da dire, per chiarezza, che tale non comunicazione degli importi “esclusi” è già tacita, visto che tali somme sono Escluse articolo 15 Dpr 633/1972 e non sarebbero mai state incluse..


OPERAZIONI CON REGIME DEL MARGINE

Le operazioni, non documentate da fattura e per cui viene applicato il regime del margine dei beni usati di cui all’articolo 36  e 40 del Decreto Legge 41/1995 non devono essere comunicati se di importo singolare inferiore ad euro 3.600. Chiaramente nel quadro FE va barrata la casella “Iva non esposta in fattura”.


FATTURE COINTESTATE

Vanno dichiarate per ognuno dei cointestatari, pro-quota.


ESPORTAZIONI

Non devono essere comunicate le esportazioni vere e proprie ex. articolo 8 lettera a) e lettera b) del Dpr 633/1972.


OPERAZIONI CON CITTA’ DEL VATICANO

Devono essere comunicate tutte le operazioni NON IMPONIBILI effettuate con Città del Vaticano, ex. articolo 71 Dpr 633/1972.


OPERAZIONI CON S.MARINO

Devono essere comunicate tutte le vendite a San Marino ex. articolo 71 Dpr 633/1972.

Solo se queste vendite sono già state comunicate, come PER OBBLIGO, nell’elenco black list nel 2012 non rientrano nello spesometro.

Per l’anno 2013 e seguenti dovrebbe valere la medesima regola.



OPERAZIONI CON PAESI BLACK LIST

Nella faq del 21/11/2014 l’Agenzia delle Entrate, ribadendo che tutte le operazioni che verranno comunicate tramite lo spesometro in via mensile o trimestrale durante l’anno NON DOVRANNO nuovamente confluire nell’adempimento annuale nel quadro SE, ha definitivamente chiarito che in caso di operazioni ESCLUSE dalla comunicazione periodica mensile/trimestrale perchè di importo pari o superiore a 500 euro, tali operazioni saranno anche ESCLUSE dalla comunicazione dello spesometro annuale. Quindi, in sintesi, in presenza di operazioni verso paesi black list di importo singolo uguale o inferiore a 500 euro NON DOVRANNO ESSERE COMUNICATE all’Agenzia in nessun modo.



OPERAZIONI CON ORGANISMI INTERNAZIONALI

Devono essere comunicate tutte le vendite ex. articolo 72 Dpr 633/1972.


CESSIONI DI NAVI E APPARATI SIMILARI

Devono essere comunicate tutte le vendite ex. articolo 58 Dl 331/1993.


CESSIONI DETASSATE A VIAGGIATORI EXTRACOMUNITARI

Devono essere comunicate tutte le vendite ex. articolo 38-quater Dpr 633/1972.


VENDITE ESPORTATORI ABITUALI SU DICHIARAZIONE DI INTENTO

Devono essere comunicate tutte tali operazioni.


TRIANGOLAZIONI INTERNE

Devono essere comunicate tutte le vendite ex. articolo 58 Dl 331/1993.



IN PILLOLE:

Rilevano solo le operazioni IVA imponibili, non imponibili ed esenti.

Non rilevano le operazioni non soggette ad IVA od oggettivamente oppure per la territorialità, nè le esportazioni nè le importazioni e tutte le operazioni che transitano già nell’elenco Intrastat.





Errori che si possono presentare con il Programma Banana Contabilità e relative risoluzioni:



Messaggio nel controllo telematico:

(***)

Quadro FE - Fatture emesse / Documenti riepilogativi  Modulo 1

Partita IVA del cliente  - Nel caso in cui sia barrata la casella Autofattura,

la partita IVA deve essere la stessa indicata nel Frontespizio [campo 27 record

B]


Risoluzione:

si è usato il flag extraiva “AUT” autofattura con un cliente che non ha partita IVA uguale a quella di colui che sta inviando lo spesometro.



(*)

Dati del Frontespizio:

Cognome - Incongruenza tra il Cognome e il Codice Fiscale


Controllare attentamente i dati inseriti nel programma spesometro, in banana.



Domanda: ho inserito per i codici vendita il codice extraiva in banana REV ma nello spesometro non viene flaggato nulla.

Risposta:  E’ corretto perchè non è previsto nello spesometro che ci possa essere una fattura assoggettata ad IVA se è emessa con Reverse Charge.

In banana, va creato un apposito codice IVA con Gr  V-IM  ed aliquota 0%


Domanda: nella casella extraiva ho inserito il flag “riep” compilando anche il codice fornitore che è abbinato ad una partita iva. nello spesometro però non viene riportata nessuna partita iva.

Risposta:è corretto perchè barrando riepilogativa il modello ministeriale inibisce l’inserimento dei dati della partita iva/codice fiscale.


Domanda: Ho inserito delle operazioni fatture di vendita od acquisti con codice IVA che contiene (FC  fuori campo IVA) in banana contabilità ed il programma nella stampa di riepilogo dello spesometro mi fa vedere il numero documento, la data di registrazione, il tipo di operazione e RI quale modalità di pagamento ma senza riportare l’imponibile della mia registrazione. Come mai?


Risposta: la stampa di riepilogo riporta per memoria tali operazioni, visto che TUTTE le operazioni codificate con un codice IVA che contiene FC in banana non verranno inviate all’Agenzia delle Entrate perchè escluse dall’adempimento. Infatti nel file telematico ministeriale tali operazioni non sono trasferite.

 

Domanda: Banana contabilità gestisce le operazioni riepilogative con IVA non esposta in fattura ?

Risposta: sì, basta usare un codice IVA apposito che contenga “NE” e nel campo extraIVA inserire RIEP



Domanda: è possibile gestire con Banana contabilità le autofatture con IVA non esposta ?

Risposta: sì, va usato un codice IVA con “NE” e nel campo extraiva inserire AUT


Domanda: nel registro acquisti ho inserito i codici extraiva dello spesometro NOLA NOLB NOLC NOLD NOLE  che vengono evidenziati anche nella stampa che fa il programma di riepilogo. Come vengono evidenziati nel file telematico ministeriale?

Risposta: Sebbene il programma permetta di evidenziare con i codici suddetti le fatture di acquisto, si fa presente che nel file ministeriale tali operazioni non hanno un flag particolare da abbinare.

 

 

 

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